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Il calcio strizza l’occhio al betting: il giro d’affari “sfumato” dopo il Decreto Dignità

CONI e FIGC concordi con la proposta di rivedere la norma contenuta nel Decreto Dignità che vieta la parternship tra società sportive e quelle del betting

Sul tavolo anticrisi della FIGC c’è anche il dossier “betting”, che riguarda le sponsorizzazioni alle società sportive da parte delle società di scommesse. La norma contenuta nel Decreto Dignità ha sottratto ai club Prof, nel complesso un valore di investimenti pari a 45 milioni di euro, relativamente agli sponsor a bordo campo, come riportato oggi da Tuttosport.

La sola serie C riceveva 5 milioni di euro circa nella stagione sportiva 2018-2019, poi da distribuire a tutti i club.

Sempre secondo l’articolo del quotidiano torinese,  la perdita stimata del gettito erariale a causa della norma di cui sopra è stabilita nell’ordine dei 700 milioni di euro.

La cancellazione della norma, in ogni caso, potrebbe rappresentare un discreto aiuto ai club che chiedono sostegno in un momento di profonda crisi. Nell’ultima stagione calcistica nella quale erano permesse le partnership con le società di betting, ben 25 bookie avevano stretto accordi con la serie A e i club, persino la B ne ha beneficiato con un title sponsor e anche con l’esclusiva sulle maglie delle squadre.

La FIGC includerà nelle richieste “salvacalcio” anche di rivedere la norma.

 

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