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Gasparetto a TifoReggina: ‘Reggio Calabria? Non potevo chiedere di meglio, che gioia la B’

Il difensore parla del suo rapporto con la città, fa un primo bilancio della sua esperienza in amaranto e rivela di sentire l’affetto dei tifosi

Daniele Gasparetto da Montebelluna. Veneto come Elvy Pianca e Massimo Mariotto, giusto per citare due monumenti della storia amaranto, è alla terza stagione in amaranto. Nel calcio di oggi non è normalità che arrivi a tre anni nella stessa squadra. Reggio Calabria, però, gli è entrata davvero nel cuore. Lo si capisce quando gli si chiede di fare un punto della sua esperienza sullo Stretto.

Il bilancio – spiega a TifoReggina.it – è produttivo dal punto di vista calcistico, ma Reggio mi ha dato tanto a livello umano. Mia moglie e i miei figli sono stati accolti benissimo. Mi trovo molto bene e sono nate amicizie extra-calcio che conserverò. Non potevo chiedere di meglio”.

Il trentaduenne difensore fu uno degli acquisti della prima sessione di mercato con Luca Gallo al timone. Un nome di rilievo per la Serie C, proveniente da una società facoltosa e ambiziosa come la Ternana. 

Il progetto– ammette l’ex Spal e Cittadella –  era importante, ma all’inizio c’era sicuramente un punto interrogativa La nuova  società – rivela il diretto interessato – si era appena insediata. C’era un presidente che per la prima volta si affacciava nel calcio. Ha investito tanto, mantenuto promesse e aspettative”

La sua esperienza a Reggio è fatta di momenti soprattutto da ricordare.  “Il ricordo, ad oggi, più bello – ammette Gasparetto – è il momento dell’ufficialità della promozione in B. Anche se non è stata festeggiata sul campo (causa Covid ndr) era il riconoscimento dopo un anno fantastico. Ma anche la gara play off contro il Monopoli con lo stadio pieno, così come il derby vinto con il Catanzaro o la cornice del Granillo contro il Bari”.

Daniele Gasparetto non è un titolare fisso in questa Reggina. I tifosi lo apprezzano tanto, sarà per quel suo modo perentorio di stare in campo, forte di quei 195 cm che lo rendono quasi insuperabile sulle palle alte. Il suo merito è quello di farsi trovare sempre pronto. “Mi sento benvoluto – sottolinea Gasp –  dai tifosi e questo incide. Ma sono anche un professionista. Questo mi impone di dare il meglio in allenamento anche quando non giochi. Non essere così sarebbe una mancanza di rispetto verso la squadra. Altre volte mi è capitato di giocare sempre e alle mie spalle c’era chi avrebbe meritato più spazio. Ma è il gioco delle parti e nel calcio si vince di squadra”.

Radio Mercato, ad un certo punto, lo faceva immaginare lontano dallo Stretto. Le cose oggi sono andate diversamente e parlano persino di un contratto allungato fino al 2022. 

In realtà quasi subito mi è stato detto che sarei stato confermato. Questo non mi ha fatto mai fatto sentire in discussione. Avrei compreso, però, qualora si fosse operato diversamente. Il calcio – ha concluso – è fatto di scelte, tutti siamo consapevoli che la società deve farle per il bene della squadra“.

 

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17 giorni fa

X me sei più forte di bonucci

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