Reggina, il primato negativo da cui passa il salto di qualità. Ed il mercato può aiutare

Quello che era un dato assodato degli amaranto relativo alla scarsa prolificità degli attaccanti, nel quadro del campionato diventa un primato

Sarebbe bastato davvero poco perché, già contro la Salernitana, si iniziasse ad invertire uno dei trend negativi della stagione della Reggina: la prolificità degli attaccanti.

Jeremy Menez, dopo due minuti, è andato ad un passo dalla sua terza marcatura stagione.  Se Montalto non fosse stato atterrato in maniera irregolare (senza che l’arbitro se ne sia accorto) oggi si starebbe qui a celebrare l’esordio bagnato con il gol. Ed anche Simone Edera, la cui etichetta negli almanacchi è di attaccante benché si tratti un esterno, con un po’ più di fortuna avrebbe trovato il gol.

Sì, perché è dalla prima linea che la Reggina ha bisogno di gol.  Dal centravanti, dalle ali.  Andando a spulciare le statistiche relativa al campionato cadetto si scopre che la Reggina è la squadra che ha segnato meno con le punte.

Esattamente cinque volte.  Due volte con Menez, una con Lafferty, una con Denis e una volta con Bellomo.  Nel conteggio è volutamente escluso Folorunsho che fa più che altro un lavoro di raccordo tra centrocampo e attacco.

Nessuna squadra ha fatto peggio.  Ascoli, Pescara e Reggiana possono contare su un dato leggermente migliore (7).

L’Empoli (28) è la squadra che ha fatto meglio.

 

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