Reggina, fortino Sant’Agata come risorsa

Si avvicina l’appuntamento di Cremona dopo lo stop che ha alimentato tanti discorsi extra-calcistici

Credere che nel 2021 basti isolarsi all’interno di un centro sportivo per non sentire le voci esterne è utopia.  Sarebbe un po’ come tentare di arginare il mare con uno scoglio, ricordando  le parole di una celebre canzone.

Tuttavia, il  Sant’Agata che, in questa stagione è stato off limits per tutti per questioni epidemiologiche, può essere considerato una sorta di metafora. Una sorta di luogo in cui Baroni ha isolato la squadra.  Lo ha fatto all’inizio quando le critiche erano feroci, lo ha fatto strada facendo quando i complimenti erano troppi e lo sta facendo.

Quelli andati in archivio sono stati giorni in cui si è parlato molto.  Soprattutto di futuro, di possibili scelte gestionali a partire dalla figura del ds e davvero poco di attualità.

La squadra, complice anche qualche preoccupazione legata ai casi di Covid trovati nella dirigenza, ha potuto avvalersi di un isolamento che ha permesso a Baroni di tenere i suoi concentrati sull’attualità.  Il futuro si chiama Cremonese e se qualcuno, cioè la Reggina,  vuole continuare a cullare il sogno play off  molto o forse tutto passa dalla gara dello Zini.  Sarà, dunque, vietato sbagliare.

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