L’ex Reggina Simone Perrotta, campione del Mondo con la Nazionale Italiana nel 2006, ha visitato la mostra “Un Secolo di d’Azzurro” allestita presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
“Far parte di questo museo è qualcosa che mi rende estremamente fiero – ha detto Perrotta al Corriere della Calabria – e questo mi riporta un po’ indientro da dove sono partito. Sono partito da qui, con la Reggina, avevo 14 anni ed ho ripercorso un po’ nella mente tutte quelle che sono state le tappe della mia vita non solo calcistica. Entrare dopo tanti anni in un contesto del genere, in un Università, dove c’è una mostra sulla storia della Nazionale e vedere la mia maglia appesa è qualcosa che mi rende fiero e mi emoziona”
Quella Coppa alzata al cielo rappresenta l’apice di una carriera importante “Vincere la Coppa del Mondo è stato sicuramente l’apice della mia carriera, vederla così luccicante è ancora bello, preò credo che sia stato importante proprio il percorso fatto per arrivare fino a lì. Tutte le persone che ho conosciuto, le emozioni che ho vissuto. La persona che sono oggi è anche frutto di tutto quello che ho attraversato, sia i momenti belli che i momenti brutti. Non cancello nulla, rifarei tutto quello che ho fatto, le scelte anche quelle sbagliate che sono poi quelle che ti fortificano e di danno anche la possibilità di essere una persona migliore e un calciatore migliore. E’ stato un viaggio estremamente positivo, ricordo tutto con lucidità”
Non poteva mancare un accenna alla Reggina… “Mi dispiace oggi vederla in Serie D. L’anno scorso è stata un’annata comunque positiva. Sono ripartiti quando le altre squadre erano già formate. Sono arrivati quarti. La Serie D comunque è un campionato estremamente complicato, difficile. Ci sono piazze importanti. Quando poi si è abituati a vivere anche categorie diverse non è sempre semplice ripartire, ma sono sicuro che comunque Reggio Calabria e la Reggina si tireranno fuori presto da questa situazione“


