Non accade quasi mai che un club di Serie B fallisca. Questo perché, a differenza della Serie C, ci sono soluzioni che permettono di intraprendere percorsi di risanamento attraverso la partecipazione ad un campionato che garantisce introiti importanti. Magari c’è da tirare la cinghia, fare dei sacrifici nell’allestimento della squadra e puntare dritti alla salvezza. Difficilmente, però, negli ultimi anni è accaduto che un club di serie cadetta abbia dovuto rinunciare al campionato di Serie B per motivi strettamente economici.
Un anno fa però è toccato alla Reggina che ha intrapreso una strada di ristrutturazione del debito che, come è noto, è stata messa in discussione per la sua provvisorietà e per una scadenza seguita in maniera diversa rispetto a quanto prescrivevano le leggi calcistiche, facendo leva su quelle indicate dalla giustizia ordinaria.
Inutile, ovviamente, tornare sul latte versato, ma fa ancora un certo effetto ricordare che oggi la Reggina è tra le pochissime società ad aver perso un patrimonio come la Serie B.



A proposito di agnello sacrificale: c’è da ammettere (di imperio) al campionato di C il Milan U23…ma sembrerebbe che quest’anno tutte i 60 club di C si siano messi a posto…ma un agnello smarrito (meglio fatto ad imperio smarrire) lo si trova sempre: addio Ancona. Questo ci ricorda…che siamo in Italia.
Dovevano colpire qualcuno e hanno trovato chi ha porto il fianco e così hanno salvato la faccia hanno salvato il Brescia e vissero tutti felici e contenti , ma la colpa non è della federazione è di quei porcherosi che si sono prestati al gioco del massacro
Non state però a credere a tutte le balle che dicono sulla mancata iscrizione della Reggina nel campionato di serie B. La squadra amaranto è il capro espiatorio del sistema corrotto ogni qualvolta in Italia si decide di colpire qualche club. È successo anche in serie A sotto la gestione Foti, la penalizzazione dei -11 punti in classifica furono un atto ignobile e meschino che la Reggina non avrebbe meritato. Adesso che ci hanno spedito in serie D, come minimo dovrebbero ripescarci in serie C. A livello istituzionale bisognerebbe insistere per il ripescaggio
Per il ripescaggio direi che ci si può mettere l’ anima in pace definitivamente, purtroppo in D non ci dovevi finire, sicuramente non in quel modo e contro tutto e tutti!!
Io ancora aspetto la verità su quello che ha combinate Saladini, ma sappiamo che in Italia non sempre la giustizia fa il suo corso.