Chi ha seguito il precampionato della Reggina ha ben chiaro che Bruno Barranco avesse dimostrato di essere un calciatore in grado di vedere la porta come pochi altri. Uno che, non ha appena ha l’occasione, la cerca con il tiro o con il movimento in profondità. Al punto che, a sorprendere, era stata l’occasione manata contro la Scafatese. Dopo aver saltato la prima giornata per squalifica, alla terza stagionale si è messo in media da un gol a partita. Lo ha fatto con la doppietta realizzata in casa con il Sant’Agata, che spiega anche perché si tratti di un attaccante che lo scorso anno ha segnato 20 gol in Serie D.
Da rapace il primo gol, con la capacità di intercettare un retropassaggio del portiere avversario. Da giocatore fuori categoria il secondo, stop di petto e tiro al volo di destro. Un gol così lo fece Corazza in un Potenza-Reggina del 2019 finito 0-3, ma era anche un gesto tecnico che spesso veniva proposto da Giacomo Tedesco. Una parabola simile, seppur da più lontano, la trovò in un gran realizzazione dalla distanza trovato in un Atalanta-Reggina finito 1-1.
La Reggina si augura che adesso Barranco non si fermi.


