Reggina: quello psicodramma che si consumò in un giorno di festa

La storia del calcio è fatto di sliding door, quella amaranto ne ha vissuta una molto particolare

Nel calcio non si gioca mai nel giorno di Pasqua. Una volta alla Reggina capitò di doverlo fare: era l’aprile del 2009, esattamente l’anno che rappresentò l’ultima volta in cui gli amaranto giocarono in Serie A. Per la discesa fu decisiva una sfida che fu un vero e proprio psicodramma.

Era il 12 aprile, la sfida fu postata perché pochissimi giorni prima l’Udinese (Avversaria degli amaranto) era impegnata nelle coppe europee. Abissale la differenza di motivazioni: gli amaranto erano a caccia disperata di punti.

L’Udinese, nella ripresa, ebbe un rigore che Domizzi sbagliò calciandolo alto.  Una grazia che gli amaranto non seppero capitalizzare, perché poco dopo anche Brienza ebbe il rigore vittoria. La cosa clamorosa era la massima punizione arrivò quando gli amaranto erano in nove per le espulsioni di Lanzaro e Barillà (proprio il capitano attuale).

La parata di Handanovic fece vedere i fantasmi al Granillo, considerato che quell’impresa avrebbe ridato vigore alle speranze di salvezza. Nei minuti finali, invece, arrivò la doppietta di Floro Flores che condannò gli amaranto a perdere quella sfida ed allontanarsi dall’ennesima salvezza consecutiva.

 

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