Il presidente della Sicula Leonzio: “La Reggina ha speso tanto. Deve andare in B”

Giuseppe Leonardi, parlando della Lega Pro, non ha potuto evitare un riferimento agli amaranto

Intervenuto a radiouniversal, il presidente della Sicula Leonzio, Giuseppe Leonardi, ha parlato del futuro della Lega Pro e della Reggina:

Nel calcio non conta chi spende di più, la Reggina ha speso tanto, ma meno di Bari e Ternana. Nel calcio contano i gruppi, loro sono stati a crearlo. Classifica alla mano, la Reggina merita di stare dove sta. La decisione del patron Gallo sugli stipendi? A casa propria, ognuno fa quello che vuole, poi la Reggina ha stravinto il campionato e ciò che ha fatto Gallo è da apprezzare. Lui sicuramente vuol mantenere l’ambiente tranquillo, è da apprezzare“.

Sulla C: “Il vero problema della categoria sono le tasse, bisogna trovare delle soluzioni,. Gravina preme per la A perché in massima serie ci sono enormi interessi, il calcio fornisce allo Stato tanti soldi. E’ impossibile tornare a giocare con le modalità sanitarie che hanno stabilito nel protocollo, anche l’ex medico della Nazionale lo ha sottolineato. Ci sono enormi problemi di spostamenti, non è affatto semplice ricominciare. Se un giocatore viene contagiato, il medico sociale e il presidente viene implicato in sede penale: è una follia! Io sono d’accordo alla promozione in B di Monza, Vicenza e Reggina“.

Bisogna fare le riforme, il presidente Gravina è molto silente. Non capisco perché abbiamo fatto lo sciopero a dicembre, senza peraltro ottenere nulla. L’unico possibile aiuto concreto per la C è il semiprofessionismo, le tasse affogano i club di serie C. Paghiamo anche i Fondi dfi fine carriera e io credo che l’AIC deve stare molto calma nell’insultare i presidenti. Gli unici tutelati e garantiti sono i calciatori, nessun imprenditore presenta una fidejussione per garantire gli stipendi dei propri dipendenti: noi presidenti garantiamo gli stipendi dei calciatori tramite la garanzia“.

Sul futuro: “Il problema è sopratutto quello di capire come ripartire, gli stadi potrebbero stare chiusi sino a febbraio-marzo. Il problema dunque non è come finisce questa stagione, ma quella che verrà“.

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