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Porte chiuse per necessità ma la serie C teme la stangata. In particolare la Reggina

Il club amaranto costretto a chiudere il Granillo per tre partite: mancheranno i sostanziosi introiti da stadio, proprio nel rush finale per la B

Porte chiuse, inevitabile necessità per tutti i club del calcio italiano. Ma per alcuni il provvedimento rischia di rappresentare un vero e proprio salasso economico. In pochi hanno obiettato sulle disposizioni del Governo, del resto la salute sta a cuore a tutti e lo spauracchio Coronavirus fa paura in tutto il mondo, ma inevitabile fare i conti con i costi che comporterà una continuazione anomala dell’attività dei club.

In particolare, sono molti i club dalla C in giù a sopravvivere o comunque a sostentarsi con gli introiti da stadio. In molti casi, solo il contributo dei tifosi permette di proseguire un’attività che altrimenti non avrebbe alcun tipo di introito.

Nel caso della Reggina, sino alla gara contro il Monopoli parliamo di un incasso totale netto al di sopra del milione di euro. Il club amaranto vanta la seconda migliore media presenze della serie C per le gare casalinghe, con oltre 10500 spettatori a gara al Granillo: numeri che solo il Frosinone in B è capace di superare.

La Lega Pro ha già chiesto provvedimenti per far fronte a perdite certamente sostanziose e che potrebbero mettere ko un club di terza serie

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