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L’arrivo di Nakamura alla Reggina: il racconto dell’agente Petricca

La scoperta del calciatore, l’inizio della trattativa, il ”dialogo” Foti-Nakamura, i sigari toscani e…: Oberto Petricca racconta la trattativa Nakamura-Reggina

Dallo Yokohama alla Reggina. L’arrivo di Shunsuke Nakamura in riva allo Stretto è stato uno dei trasferimenti di maggior rilievo della storia del Club amaranto. Senza dubbio quello di maggior caratura se si va a vedere come è avvenuta la trattativa e come si è concretizzata.

A parlarne, questa mattina, è stato l’agente fifa Oberto Petricca, proprio colui che ha vissuto in prima persona tutte le fasi del trasferimento del calciatore giapponese in Italia, in quanto suo procuratore. Di seguito, il racconto di Petricca, il quale ha parlato a ”Buongiorno Reggina”:

”A quell’epoca c’è stato un grande periodo di visibilità della Reggina e della Calabria – ha detto l’agente – per la prima volta i giapponesi hanno conosciuto questa terra italiana ricca di storia e bellezza. Nakamura è stato il più talentuoso dei calciatori giapponesi arrivati in Europa, per inventiva, capacità di calciare, per protezione della palla con movimenti incredibili. Aldilà dell’aspetto commerciale, l’operazione Nakamura è stata dettata principalmente dalle qualità tecniche del ragazzo, che non a caso ancora gioca a calcio, a 42 anni”.

L’inizio. ”Non voglio assumere dei ruoli speciali all’interno della trattativa, parla la storia. Proposi il calciatore perchè mi piacque molto vedendolo con le nazionali under 21 e under 23 in Giappone, lo seguì negli anni 2000 per cercare di un trasferimento in Italia. Ho lavorato segretamente, iniziando ad instaurare un rapporto con il calciatore e poi il presidente del Yokohama. C’era un opzione Real Madrid, che però non ho mai conosciuto nei dettagli. Nakamura era seguitissimo, portarlo a Reggio è stata un’operazione eccezionale, con diversi viaggi avvenuti nel periodo estivo. Il tutto si è sviluppato in modo particolare”.

E poi la trattativa, non del tutto ai limiti della normalità. ”Il seguito che ha avuto questa operazione è stato incredibile. Ho ricordi incredibili, soprattutto del viaggio con il presidente Foti, quando firmammo l’accordo. Il presidente parlò direttamente con Nakamura, parlandogli in calabrese stretto guardandolo negli occhi. Il calciatore era molto disorientato all’inizio, non lo capiva, ma ho avuto l’impressione che avesse avvertito l’entusiasmo del presidente e da qui è nato tutto. Hai gli attributi o no? Gli diceva Foti in calabrese, non si capiva nulla (ride, ndr)”. 

Con qualche aneddoto…”Ricordo i sigari toscani del presidente Foti, continuava a fumare nonostante ci fosse il divieto assoluto. Il presidente dello Yokohama non ce la faceva più, non reggeva l’odore. Poi, quando la trattativa si concretizzò, Foti si avvicinò al presidente dello Yokohama e per la felicità gli mise le mani sulle guance come per dargli un pizzicotto ed a quel punto stava per intervenire la sicurezza (racconta ridendo, ndr)”.

”Nakamura era definito il Baggio d’Oriente, era sicuramente superiore alla media rispetto agli altri calciatori giapponesi”, conclude Petricca.

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