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Reggina: Corazza va da Artico, uno strano scherzo del destino 21 anni dopo

Il direttore sportivo dell’Alessandria non venne confermato dopo una promozione in amaranto da bomber della squadra

Il calcio é strano, ma é un teatro su cui fa spesso capolino l’ironia del destino. Lo si capisce dai corsi e ricorsi storici che, a volte, si rivelano con inquietanti analogie e coincidenze.

Stagione 1998/1999. La Reggina va in Serie A trascinata da uno strepitoso Fabio Artico.
29 partite, 15 reti.
Stagione 1999/2000: il club amaranto fa poco o nulla per confermare l’attaccante di proprietà dell’Empoli, appena retrocesso in B
Riscattarlo non sarebbe stata un’impresa. Lo sostituirono Kallon (abbastanza bene) e Gustavo Reggi (poteva andare meglio).

Stagione 2019/2020: Simone Corazza é il capocannoniere di una strepitosa Reggina. Un rullo compressore, il gruppo di Toscano, che quasi non conosce ostacoli. 25 partite, 14 reti per il bomber principe.
Stagione 2020/2021: il club amaranto sceglie di rinunciare all’attaccante e lo cede all’Alessandria.

E dove va Corazza? Da Fabio Artico, il ds che lo ha voluto più di tutti. Uno che conosce la sensazione di essere un bambino a cui hanno tolto il gioco preferito.

Si, perché in fondo entrambi hanno conosciuto la gioia e l’entusiasmo di Reggio Calabria. Tutti e due, dopo una promozione, dicono addio ad un traguardo raggiunto da protagonisti assoluti. E pensare che a Corazza il coronavirus ha negato anche la possibilità di vedere una festa dei tifosi come quella vissuta dal suo nuovo ds nel ’99 (anche se in quel caso si festeggiava la Serie A).

Questo é il calcio. É fatto di scelte. Bisogna accettarle e solo il tempo, per quanto possano apparire condivisibili o meno, dirà se sono giuste.

Il calcio é però anche  ciò che ha fatto consacrare come attori protagonisti della storia della Reggina sia Fabio Artico che Simone Corazza. E farlo in un solo anno non é da tutti.

Che nessuno si sia dimenticato del ds dell’Alessandria, nonostante una sola annata in amaranto, é un dato di fatto confermato dai fatti.

Erano passati circa 15 anni da quando era andato via da Reggio e, per la prima volta da avversario, tornava al Granillo. Era estate, faceva caldo e la sfida era di Coppa Italia. I tifosi lo chiamarono sotto la curva, gli cantarono il famoso coro sulle note di una canzone di Ricky Martin e lui quasi si commosse.

La serata forse gli restituí in parte quello che si era sentito tolto. Quella mancata conferma non gli é mai andata giù completamente. A Reggio era riuscito a dare il meglio, continuando persino la sua carriera forse avrebbe avuto una prosecuzione migliore rispetto a quanto ottenuto.

Allo stesso modo nessuno riuscirà ad archiviare nel dimenticatoio  il sorriso di Joker dopo un gol.

E chissà cosa dirá Fabio Artico a Simone Corazza sapendo di aver conosciuto la stessa sensazione più di vent’anni fa.

Di certo si augura che, per l’Alessandria, possa diventare ciò che é diventato lui. Un’autentica bandiera da 150 presenze e quasi 60 gol.

P.S. Charpentier ha più meno la stessa età di Kallon quando arrivò a Reggio. Che sia di buon auspicio, al di là delle tante grandi firme proposte dalla prima linea amaranto.

 

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