Resta in contatto

Approfondimenti

Reggina-Lecce, la spina dorsale dei salentini fa paura: quattro nomi che spiegano molto

Al Granillo arriva una delle corazzate del campionato, a livello di individualità è tra le più forti del torneo

Sabato alle  16, per la Reggina, c’è forse il più difficile dei banchi di prova. Al Granillo arriva una squadra completa in ogni reparto.

Senza perdersi in grandi giri di parole, per capire quanto è forte la squadra di Corini è sufficiente citare quella che i vecchi analisti del calcio chiamavano “spina dorsale”.

Il riferimento riguarda l’asse portante di un undici tipo che va dal portiere al centravanti.  I salentini giocano con il 4-3-1-2.

In porta c’è un estremo difensore come Gabriel che, a questi livelli, non ha bisogno di presentazioni. E chi non lo conosceva, anche in questo campionato, avrà notato parate da calciatore che ha poco a che fare con la categoria.

Uno molto conosciuto a Reggio è Fabio Lucioni. Il difensore classe 1987 è stato portato in B proprio dalla Reggina, prima che diventasse un giocatore di livello assoluto per la B e specialista in promozioni.  Lui è il difensore centrale.

A centrocampo c’è, invece, il greco Tachsidis.  Per anni il suo è stato un rendimento di ottimo livello anche in Serie A, dove ha indossato le maglie di Verona e Roma.

Ma i pezzi grossi sono tra la trequarti e l’attacco.  Lì c’è capitan Mancosu.   15 presenze, 6 gol e 8 assist. Numeri pazzeschi.  A beneficiare delle giocate del giocatore sardo c’è un altro specialista in promozioni, Massimo Coda.  Il bomber ha già messo in cascina 17 presenze, 10 reti e 5 assist.

Il Lecce è una vera corazzata.

 

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement
Advertisement

Altre notizie dalla città

Powered by Good Morning News

L'angolo del Sì!Happy

Vedi tutte le offerte a REGGIO CALABRIA su Sì!Happy

Altro da Approfondimenti