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Reggina, come Aglietti ha scagliato la “freccia” Rivas

L’honduregno resta un ago della bilancia significativo nel gioco della squadra

Prima della domenica di dolore avuta con la perdita di Massimo Bandiera, la Reggina si era regalata ventiquattro ore di gioia grazie alla vittoria con la Spal.  Una gara in cui è avuta conferma del fatto che la squadra di Alfredo Aglietti può contare un calciatore che si sta rivelando una certezza sia per il presente che per il futuro.

Il Rigoberto Rivas delle prime giornate è un calciatore più maturo rispetto a quello già importante della passata stagione.  È come se la scelta della società di acquistarlo a titolo definitivo abbia rappresentato una sorta di input nell’accelerare la sua crescita.

I suoi miglioramenti oggi sembrano tangibili persino sotto l’aspetto tecnico.  Oggi nelle sue giocate inizia ad emergre anche quella qualità che in passato non sembrava esserci a favore di uno strapotere fisico dettato da una rapidità fuori dal comune.

Contro la Spal Aglietti, dopo averlo schierato anche come seconda punta,   lo ha riportato sull’esterno con un obiettivo preciso: attaccare gli emiliani dove mancava Dickmann, uno dei giocatori più affidabili della retroguardia emiliana.   L’asse con Di Chiara ha a lungo messo in difficoltà gli emiliani  da quel lato, a testimonianza di come la combinazione tra lo stato di forma dell’honduregno e la lettura di Aglietti siano state convalidate dall’evoluzione delle cose.

Certo, Rivas poteva fare gol in almeno due circostanze, ma l’obiettivo della crescita è non fermarsi e magari iniziare a trovare la via della rete con continuità.  Potrebbe essere davvero l’ultimo grado di maturazione prima di avere in organico un calciatore devastante per la B.

 

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