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Reggina: “Sant’Agata” soluzione cuscinetto, poi il vero ritiro

Si attende la sede del ritiro, la soluzione potrebbe arrivare ad ore

Se la Reggina al 5 luglio non è ancora certa di quella che sarà la sede del suo ritiro non  è colpa di nessuno. Fino al 22 giugno il club non sapeva se sarebbe riuscito ad iscriversi. La nuova proprietà aveva tutte le potenzialità per farlo, ma risolvere una situazione super ingarbugliata.

Adesso c’è necessità di trovare una struttura in altura che abbia un campo dalle dimensioni regolamentari, in erba naturale e auspicabilmente anche locali per il lavoro atletico (una palestra ad esempio). Questi requisiti restringerebbero il cerchio in qualunque caso, ma rendono la situazione più difficile se si considera che decine (o forse centinaia) di squadre dalla A alla D hanno già prenotato per i loro ritiro.

Tuttavia, si sta già lavorando a soluzioni adeguate e saranno trovate. Da escludere il ritiro al Sant’Agata, dato che i campi non sono in condizioni sufficienti. La squadra però si radunerà lì, potrebbe svolgere del lavoro atletico nell’attesa che la truppa amaranto svolga le visite mediche. Questo farà sì che per qualche giorno e prima della partenza per il ritiro la squadra resti qualche giorno in città.

 

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