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“Ricordiamoci dove eravamo”, il pensiero che non deve togliere il sorriso ai tifosi della Reggina

Un ko che brucia, ma la realtà è migliore di quella si sperava nei sogni più belli dei momenti peggiori

D’accordo. Perdere in casa fa male. Farlo per 3-0 nella partita che poteva aprire la porta dei sogni, forse anche di più. Tuttavia, a Reggio Calabria non si deve perdere il sorriso. Il rischio à che un ko del genere possa alimentare malumori, fare emergere frustraizoni inutili e persino creare fazioni.

La Reggina è seconda in classifica. Con tre punti di vantaggio sulla terza. Occupa una posizione che non era programmata e può continuare a giocare un campionato d’alto profilo. Sembra davvero passato un secolo da quando si stavano aprendo le porte dell’Inferno. Quando si sarebbe pregato affinché ci fosse la possibilità di costruire una squadra di ragazzini che potesse prendere parte al campionato di Serie B.

La stretta attualità dice che che la Reggina ha una squadra forte e nulla gli è precluso. Anche dopo un ko come qullo del Granillo. C’è un progetto triennale e nulla vieta di sognare di bruciare le tappe. Tuttavia, il “ricordiamoci dove eravamo” deve tornare come un mantra nei momenti negativi. Dovrebbe essere un ritornello da ripetere quando le cose vanno male, in maniera tale che le negatività diventino linfa per ripartire.

Le critiche, le considerazioni e gli appunti ci stanno. Fanno parte del calcio, ma senza  togliere fiducia a Pippo Inzaghi e i suoi uomini. Loro di crediti ne hanno acquisiti abbastanza per il momento.

 

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