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Venerdì l’Assemblea dei club di Lega Pro: di cosa si parlerà

I 60 club di terza serie, in rigorosa conference call, parleranno del futuro della categoria e del campionato fermato dalla crisi coronavirus

E’ arrivato il giorno dell’attesa Assemblea di Lega Pro, in rigorosa conference call, che metterà a confronto le idee dei club di serie C in merito al futuro della categoria e agli aiuti da approntare per superare la grave crisi che creerà l’emergenza coronavirus

La maggior parte dei club, di fatto senza speranze di andare in B o comunque al largo da patemi di bassa classifica, puntano invece a ridurre al massimo le spese e avere un sostegno concreto per non essere costretti a mollare. Si cercherà una sintesi in merito alle richieste da presentare al Governo. In ogni caso, sono tre le “macroaree” che saranno affrontate dai sodalizi:

-Cassa integrazione e aiuti:

I club sono sostanzialmente concordi nella misura della cassa integrazione in deroga per i dipendenti e i calciatori. Qualcuno ha anche iniziato questo percorso, in particolare il Novara, altre sono pronti a farlo. Il fondo “salva-calcio”, già approntato dalla FIGC, includerà gli aiuti alla Lega Pro, ma i club devono fare la sintesi delle esigenze: domani è l’occasione giusta. Redistribuzione Legge Melandri, maggiori risorse dalla mutualità dei diritti Tv e stop alla norma alle sponsorizzazioni delle società di betting le principali idee, ma anche la parte fiscale-contributiva è un altro argomento abbastanza delicato per tutti i sodalizi di C:

 

-Discussione con l’AIC:

In corso l’interlocuzione tra Lega Pro e l’Assocalciatori. In sede assembleare, la Lega farà il punto della “trattativa” con i rappresentanti dei calciatori, che vorrebbero maggiori tutele e sopratutto un taglio il meno possibile drastico. Domani attesa l’indicazione di una possibile intesa e sopratutto ci sono club, come la stessa Reggina, che attendono l’accordo collettivo piuttosto che discutere individualmente con i tesserati.

 

– Destino campionati:

In ultima istanza c’è da capire il futuro del campionato fermato dal Covid-19. La maggior parte non vuole tornare in campo, anche perché sino a maggio è decisamente complicato pensarlo. Difficile trovare una sintesi già domani, anche perché non ci sono date certe sulla ripresa. I tifosi si auspicano poca litigiosità.

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