Coronavirus, Ghirelli: “Serie C a 20 squadre? Spero di no…”

Il numero uno della Lega Pro ha parlato del campionato di terza serie e del suo futuro in seguito alle decisioni del Consiglio Federale

Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, intervenuto in videochat con gianlucadimarzio.com, ha toccato gli argomenti legati alla politica sportiva dell’ultimo periodo:

Il 20 maggio c’è stato il Consiglio Federale. E sapevamo tutti che il potere di decisione spettava proprio a questo. Si sono confrontate due linee, ne è prevalsa una, e in quel momento é diventato necessario voltare pagina. Ho commesso un errore: dire no ai ripescaggi è stato sbagliato, ma volevamo evitare di avere troppe squadre da distribuire nei 3 gironi. Da lì è nata la questione della lettera, una lettera che ha impedito che un rapporto di dialogo con le altre parti venisse a instaurarsi come avrebbe dovuto“.

Continua Ghirelli: “Rispetto alla Serie A avevamo fatto un discorso diverso. Loro volevano bloccare le retrocessioni, senza “accettare” chi sarebbe salito dalla B. Noi volevamo bloccare le retrocessioni, accettando invece le 9 squadre provenienti dalla Serie D: in questo modo, i club di C ultimi in classifica non avrebbero dovuto pagare un pegno che, a campionato in corso, non ritenevamo opportuno addossargli. In più, eravamo pronti ad accogliere altre 9 squadre, e a sacrificare grandi risorse perché ciò diventasse possibile

Sono sei le società che hanno rinunciato alla partecipazione ai playoff promozione: “Le sei squadre che hanno detto di no? Partiamo da un dato, si poteva rinunciare a prendere parte ai playoff. Ci dispiace, ma il fatto che molti abbiano davvero rinunciato è la conferma di come la Serie C aveva ed ha un problema. Ci si è chiesti se questo sia un campionato professionistico oppure no, ma la verità è che i campionati professionistici d’Italia sono ben 3 e per composizione, a livello economico e a livello di club, è inevitabile che ci siano delle differenze. E queste rinunce non sono altro che una conseguenza diretta di ciò

Post-season davvero particolare e sopratutto senza pubblico: “Con i playoff inizia un nuovo campionato, considerando il larghissimo numero di squadre partecipanti. Il tabellone? Lo annunceremo il 27 giugno, dopo la finale di Coppa Italia. Non ci saranno spettatori, mentre lo scorso anno tutti gli stadi erano sold out di questi tempi. Sarà tutto un po’ diverso… Una delle motivazioni per cui qualcuno non è voluto tornare in campo è che nel girone A e nel girone B, a partire dal 21 febbraio (e, da marzo, anche nel girone C), sponsor e pubblico – due delle risorse a livello finanziario più importanti – hanno praticamente sfiorato lo zero. In più sono richiesti, per le prossime gare, dei servizi di tipo sanitario piuttosto meticolosi ed efficienti, nonché impegnativi dal punto di vista economico”.

Sulla riforma della serie C: “Serie C a 20 squadre con girone unico? Questo campionato ha una particolarità: quando si fa un’innovazione, si deve ragionare sull’impatto sociale che da questa deriverebbe. La nostra esperienza è unica nel mondo, siamo la terza divisione più forte del mondo e tutto ciò deriva dalla nostra storia dei Comuni. La bellezza dei playoff sta tutta lì, nell’originalissimo confronto tra grandi piazze affamate di calcio. Con un girone unico, tutto ciò verrebbe meno“.

Redazione

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