E’ indubbio che tutti i calciatori in uscita dal club amaranto siano decisamente validi per una serie C medio-alta, ma alcuni fattori condizionano le cessioni
In casa Reggina hanno tirato un grosso sospiro di sollievo quando sono stati firmati gli addii di Zibert e Baclet, con il massimo rispetto dei due ragazzi. Chiaro che, sopratutto il francese, era reduce da due annate pessime, praticamente gettate al vento e davvero in pochi erano disposti a scommetterci. Invece, gli incastri sono andati nel verso giusto e la Reggina ha inaugurato il valzer delle cessioni. Che naturalmente non può fermarsi ai due sopracitati.
Se Corazza, Blondett, Sarao e qualche altro devono solo scegliere dove giocare nella prossima stagione, per altri calciatori il discorso è più complesso. Le liste contingentate in C e gli ingaggi abbastanza importanti, mettono in standby le cessioni di calciatori come Rubin, Doumbia e lo stesso De Francesco.
Verità oggettiva per verità oggettiva, Taibi provò, durante la sessione invernale di calciomercato a dar via sia il laterale ex Foggia che l’esterno d’attacco prelevato dal Lecce nel gennaio 2019, senza però riuscirci, ora dovrà riprovarci per non sforare il budget e per assicurare a Toscano un gruppo numericamente “sopportabile”: per le cessioni è arrivato il momento giusto per dare una bella sforbiciata all’organico amaranto.
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