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Reggina: il secondo deferimento era atteso, ora c’è da lavorare su tre fronti

Si sapeva che il club amaranto sarebbe andato incontro ad un altro processo sportivo per la scadenza del 16 marzo

Nulla di sconvolgente. Il secondo deferimento era da tempo atteso in casa Reggina, considerato che la scadenza del 16 marzo non era stata rispettata.

Le ragioni sono note: il club amaranto ha in atto una ristrutturazione del debito e, in questa fase, deve cristallizzare la sua situazione economica fino alla definitiva omologa del Tribunale.

Una procedura che non era trattata nelle norme sportive, ma che che a causa del congelamento genera delle inadempienze legate alle scadenze fissate dalle norme calcistiche.

La prima è costata tre punti di penalizzazione, in attesa che arrivino gli altri gradi di giudizio in cui il club amaranto spiegherà le sue ragioni.

La seconda sarà da vedere, ma il dato di fatto è che la Reggina è pronta a farsi valere in ogni grado di giudizio considerando che sta operando per dare solidità al club.

Adesso i fronti su cui la Reggina deve impegnarsi sono tre. Sul campo serve qualche punto affinché qualsiasi penalizzazione non dia alcun tipo di patema. E poi magari fare in modo che, al netto dei ricorsi e dalla penalizzazione complessiva effettiva finale, il bottino valga l’acesso ai play off.

Il secondo è proprio quello legato ai ricorsi dopo il primo giudizio sui deferimenti e agli eventuali appelli per la sanzione che dipenderà dal secondo.

Il terzo è quello più importante. La Reggina, quando avrà ottenuto l’omologa della sua situazione debitoria, potrà guardaer al futuro con ottimismo e finalmente con una ritrovata solidità finanziaria.

 

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