La prossima stagione della Reggina è già iniziata. Non sul campo, ma nelle scelte. Dopo la chiusura amara della stagione playoff contro la Nissa, il rischio più grande è perdere altro tempo.
In Serie D la programmazione pesa quanto il campo. Chi vuole vincere deve muoversi presto, individuare subito l’allenatore, bloccare i calciatori più adatti, definire il budget e costruire una rosa coerente. Aspettare troppo significa ritrovarsi a inseguire anche durante il mercato.
La Serie D non si improvvisa
Il nome Reggina, da solo, non basta. La storia del club non garantisce punti, vittorie o promozioni. La categoria richiede conoscenza, struttura e rapidità decisionale.
Negli ultimi anni gli amaranto hanno spesso vissuto stagioni costruite tra rincorse e correzioni in corsa. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un altro anno senza ritorno tra i professionisti e una piazza sempre più stanca.
Servono prime scelte, non soluzioni di ripiego
Per vincere un campionato di Serie D bisogna arrivare prima sugli obiettivi migliori. I giocatori più forti della categoria, quelli abituati a vincere e a reggere la pressione, non restano disponibili a lungo.
La Reggina dovrà scegliere in fretta quali profili trattenere e quali sostituire. Dovrà capire se proseguire con l’attuale guida tecnica o aprire un nuovo ciclo. Dovrà soprattutto evitare di ritrovarsi a luglio con troppe domande ancora senza risposta.
Il peso dell’incertezza
La finale contro la Nissa ha mostrato ancora una volta quanto la squadra abbia faticato nei momenti decisivi. Da qui deve nascere una riflessione seria: non basta costruire una rosa competitiva, serve una squadra pensata per dominare il campionato.
Questo significa scegliere calciatori adatti al contesto, non solo nomi importanti. Significa avere una struttura tecnica forte e una società capace di proteggere il gruppo, ma anche di intervenire quando serve.
Il tempo è già un avversario
La Reggina non può permettersi un’altra partenza lenta. Dopo quattro anni consecutivi in Serie D, ogni settimana persa rischia di pesare.
La piazza chiede segnali immediati. Vuole capire quale sarà il futuro, chi guiderà la squadra e quale progetto verrà costruito. Il prossimo campionato non inizierà con il primo allenamento, ma con le decisioni delle prossime settimane.
Se la Reggina vuole davvero uscire dalla Serie D, deve cominciare adesso.
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Chiedetelo a Ballarino che tiene in ostaggio la Reggina
Un manicomio vero e proprio! La tifoseria è spaccata in due e la società e il Patron Ballarino non sembrano avere una direzione chiara. Come andrà a finire? siamo in ritardo su tutto siamo messi mali veramente!
Se la Reggina vuole vincere deve partire subito con il calciomercato ed assestare acquisti mirati ma penso che vorrà rimanere altri anni in serie D
Siamo abituati a partire in ritardo oltretutto questa città è sempre in ritardo
Silenzio imbarazzante di una pseudo società… , il sindaco F.F. Mimmo Battaglia potrebbe convocare la società e fare chiarezza? O bisogna per forza aspettare al 26.., attualmente il sindaco è lei… quindi può per il bene comune… intervenire ora… indipendentemente dall’esito delle elezioni. (Questa sarebbe la prassi per il bene comune di città e società).Grazie
il motto societario
Tanto peggio
Tanto meglio
Siamo alle solite
Meglio non iscriverla la Reggina in serie D. La soluzione che propongo io è la seguente. Ballarino cede il 51% delle sue quote al Comune di Reggio nella mani del sindaco Battaglia. Rimanendo fermi un anno ( salvo ripescaggio in C allora il discorso sarebbe diverso) si ha tutto il tempo per trovare nuovo acquirente o gruppo imprenditoriale di spessore umano ed economico. Il quale acquisterebbe oltre al 51% delle quote del Comune anche le altre quote di minoranza dei soci di Ballarino. Dopo di che il prossimo anno la Reggina si iscriverebbe al campionato di serie D programmando 2 promozioni consecutive: dalla D alla C e dalla C alla B. E dopo vedendo facendo