Un anno fa dopo circa metà del girone d’andata la Reggina aveva perso in casa con Trapani, Siracusa e Real Casalnuovo. La squadra andava decisamente meglio in trasferta. Si diceva che questo potesse dipendere dal fatto che la squadra sentisse particolarmente la pressione di dover giocare in uno stadio in cui c’erano sempre 4-5.000 persone. Un concetto che fa impallidire quanti pensano che avere paura di giocare a calcio in uno stadio importante non dovrebbe essere qualcosa di contemplabile da chi aspira a fare il calciatore.
Tuttavia, la verità evidente di quel campionato era che il problema fosse semplicemente che gli amaranto non erano all’altezza – almeno in quella fase – di squadre d’alta classifica. Nel caso di Trapani e Siracusa anche la classifica finale lo ha confermato in maniera chiara.
Anche in questa stagione la Reggina ha già perso in casa con la Scafatese e sta rischiando di bissare il ko nel match con l’Acireale che proseguirà mercoledì 16 con il recupero del secondo tempo. In trasferta, invece, fino ad ora il percorso è netto: vittoria (anche se al fotofinish) con la Nuova Igea e successo al Sant’Agata.
Adesso, però, il livello si alza e il test in trasferta si chiama Siracusa. L’obiettivo è dimostrare che il rendimento esterno favorevole non dipende solo dall’affrontare squadre che non sono destinate a lottare per l’alta classifica.
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