Si è chiuso il girone d’andata degli amaranto e dell’importanza di giocare tra le mura amiche nel rendimento non si vede quasi l’ombra
Gli stadi vuoti non sono un bel vedere. Sono però solo uno dei momenti della normale quotidianità che, a livello mondiale, sta risentendo di una fase storica senza precedenti.
Si è già detto del fatto che, tra le squadre a pagare di più, in questa stagione ci sia stata proprio la Reggina.
L’entusiasmo di un anno trionfale in Serie B avrebbe garantito un Granillo sempre gremito e pronto a diventare un catino infernale che avrebbe spinto la squadra nei momenti difficili.
Senza contare che avrebbe garantito quei 3-4 milioni di incasso che avrebbero ulteriormente ampliato il budget a disposizione di chi si è trovato a dover costruire la rosa.
Ma quando si dice che il pubblico è il dodicesimo uomo in campo è solo un modo di dire? Bene, la Reggina in questa stagione quasi non conosce differenza tra il rendimento in casa ed in trasferta.
Gli amaranto, alla fine del girone d’andata, hanno totalizzato 10 punti nelle nove partite giocate al Granillo. 8 è, invece, il bottino conquistato dalle mura amiche.
1,11 la media delle gare giocate sullo Stretto, 0,80 in viaggio. Troppo poca la differenza per una squadra che dal calore del suo pubblico ha sempre tratto una grande spinta.
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