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Coronavirus, il vicepresidente dell’AIC: “La riduzione degli stipendi nel calcio è una cosa ragionevole”

Le dichiarazione di Calcagno sulle conseguenze economiche che può portare l’epidemia

Umberto Calcagno, vicepresidente dell’Assocalciatori, è intervenuto ai microfoni di Maracana su TMW Radio.

Qualche considerazione sulle conseguenze che può portare questa epidemia?
“Il primo lavoro da fare è capire quale saranno i danni interni al sistema. Potremmo tirare le somme solo quando riprenderemo le attività. Non si può partire dagli stipendi dei calciatori. I calciatori fanno parte di un sistema e dunque bisogna operare sul sistema”.

Quali sono le soluzioni principali nel mondo del calcio?
“Bisogna farsi forza dall’interno. Ci hanno rimproverato che volevamo fermare tutto. Il calcio è un elemento importante della nostra vita e un comparto strategico per il sociale. Con il calcio lavorano milioni di persone. Ognuno deve fare dei sacrifici”.

Se i campionati si dovessero prolungare dopo il 30 giugno come ci si comporterà con i contratti in scadenza?
“Mi auguro che l’unico problema da affrontare sia quello di sforare nella prossima stagione sportiva. Non sarà semplice ma mi auguro che sia il problema più difficile da affrontare perché è risolvibile”.

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