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Rassegna stampa, “Serie B, cosa si fa? L’opinione di tutti i presidenti”

Dibattito tra i Cadetti, cosa fare del campionato fermato dal coronavirus? Si valuta l’idea di Stirpe di splamare il torneo su due stagioni: chi è contro e chi è a favore

La serie B si dibatte su cosa fare del campionato stoppato improvvisamente dal Covid-19. Cosa fare del torneo in corso? Il patron del Frosinone, Stirpe, aveva lanciato l’idea di spalmare il campionato attuale su due stagioni, allungando i contratti dei calciatori in scadenza, così come quelli degli sponsor, la proposta ha creato una serie di riflessioni tra gli altri patron. Su Gazzetta dello Sport di oggi si legge: “Serie B, cosa si fa?“.

Più no che sì. Sono scettici, infatti, un bel po’ di presidenti di B sulla proposta Stirpe, di spalmare il torneo di B su due anni, cercando di ridurre il più possibile i casi di gare a porte chiuse. Tra i possibilisti ma dubbiosi il presidente capolista, Oreste Vigorito del Benevento. Alcune controindicazioni sembrerebbero insormontabili, del resto Stirpe non ritiene che l’emergenza coronavirus consenta di tornare in campo in tempi brevi, ma addirittura nel prossimo inverno. «Condivido il principio di base di Stirpe, portare a termine l’attuale campionato non appena ci saranno le condizioni, ma non capisco il meccanismo per arrivare al 30 giugno 2021. Io ritengo che si possa giocare anche nei mesi estivi per completare l’attuale stagione, e questo vale per tutte le categorie. Una volta terminato questo campionato, e avuti tutti i verdetti, possono bastare anche soli 15-20 giorni di stop prima di ripartire con il nuovo. D’altronde le squadre la sosta la stanno facendo adesso».

Giuseppe Corrado (Pisa) è tra i più convinti e i più contrari, con una riflessione estrema: se servisse, gare a porte chiuse ma coi diritti televisivi a lievitare e creare nuove prospettive di introiti: «Non posso essere d’accordo né sotto l’aspetto sportivo e nemmeno per quello aziendale. Il campionato deve finire come è cominciato, anche a costo di arrivare a Natale. Dal punto di vista della gestione aziendale, poi, fare un campionato in due anni e pagando un anno di stipendio ai tesserati in due stagioni, non migliorerebbe i risultati economici. La disputa di un solo torneo, in due anni, genererebbe anche ricavi totali del valore un anno in due stagioni e, pertanto, costi e ricavi si compenserebbero senza generare positività. Occorrerà invece un accordo con i calciatori per contenere il costo in questa stagione e pensare ad un prossimo campionato di transizione che, su basi anche diverse (un solo girone di andata?), potrebbe anche iniziare alla fine del 2020 e chiudersi a giugno 2021. Giocare a porte chiuse non è affatto una mortificazione del calcio e creerebbe i presupposti per avere nuove opportunità dalle tv. Sarebbe una vera mortificazione, invece, per tanti appassionati, stare troppo tempo senza partite».

Sebastiani del Pescara è d’accordo su tutto, tranne il torneo del biennio. «Non sono favorevole ai due anni, ma condivido tutti gli altri pensieri espressi da Stirpe. Spero ardentemente di poter finire il torneo, se impossibile si devono trovare soluzioni per le situazioni già acclarate. Il Benevento il campionato l’ha già vinto, idem Monza, Reggina e Vicenza in C. Troviamo soluzioni per queste società che hanno dimostrato sul campo di meritare la promozione. È chiaro, ci saranno scontenti, ma i mugugni passano in secondo piano rispetto ad un’emergenza così grande. Sono molto preoccupato per la salute di tutti, non per il calcio, e la salute delle partite Iva, aziende, dipendenti e dell’economia in genere, il calcio viene a rimorchio». Per Stefano Chisoli dello Spezia difficile da attuare: «Soluzione davvero estrema, non percorribile. Spero si riprenda a fine maggio e iniziando a porte chiuse, ma finendo così a luglio. Il campionato successivo potrebbe iniziare più tardi, con tante infrasettimanali. Altre ipotesi- idee? Quella di Gravina del bonus e malus in classifica nella prossima stagione, dico che è troppo complicata». Anche il Pordenone, con Lovisa, dice no. «Occorre fare l’impossibile per chiudere il torneo, anche ricominciando a giugno e finendo ad agosto, e ripartire dopo per il 2020-21». Pragmatico Langella della Juve Stabia. «Prematuro azzardare già una proposta, comunque contrario alla ipotesi di Stirpe, meglio evitare scelte di compromesso: o si riprende il campionato, comprimendo il calendario, o si blocca la B in via definitiva, cristallizzando la classifica, e ad agosto un torneo nuovo».

Paolo Rossi (Cremonese) teme ricorsi e appelli. «Una idea impraticabile, spalmare una decina di gare è solo un pesante aggravio di costi fissi da pagare, sponsor che abbandonano e ricavi zero. Cristallizzare il campionato? Una decisione che non potrebbero prendere Figc o leghe, sarebbero impugnabili, ma dovrebbe essere lo Stato, con decreto legge, a fermare tutto: sarebbe inappellabile». Il Cosenza, con Guarascio, è più morbido. «La proposta di Stirpe è da valutare, ora la priorità è non penalizzare nessuno e che si tengano conto degli equilibri economici delle società». Sposa in pieno la proposta Antonio Gozzi, della Virtus Entella. «È intelligente, nell’emergenza salva regolarità del campionato e distribuisce equamente i sacrifici tra società, atleti, sponsor, abbonati e tifosi. Non so quando si potrà riprendere a giocare e l’ipotesi di farlo a porte chiuse, mortificando tifosi e sponsor, non è certo la migliore delle soluzioni. Oggi il primo obiettivo è uscire, il più velocemente possibile, dall’emergenza sanitaria e salvaguardare la salute dei nostri tesserati, ma bisogna nel contempo avere la forza di progettare un nuovo futuro del movimento e rendere più stabile la sua tenuta economica». Da poco al vertice del Venezia, in pratica l’ultimo presidente insediatosi in B, Niederauer vuole vederci chiaro: «Soluzioni come quella prospettata dal presidente Stirpe si possono prendere in considerazione, ma bisogna darci il tempo per capire meglio i numeri complessivi. Ad esempio, se è possibile distribuire i costi sportivi di una stagione su due anni e se è possibile fare la stessa cosa per i ricavi o per altre tipologie di costi. Ci potrebbero essere soluzioni differenti, ma ritengo assolutamente opportuno definire una scadenza nei prossimi 10-15 giorni, entro i quali deve essere presa una decisione, che non dovrà nuocere sulla prossima stagione»“, l’analisi del quotidiano sportivo milanese.

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