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Rassegna stampa, “L’AIC chiede solidarietà tra i calciatori. Ma gli altri che faranno?”

Il sindacato prende posizione in merito al taglio degli stipendi e chiede sacrifici anche alle altre parti in causa

L’AIC chiede solidarietà tra i calciatori. Ma gli altri che faranno?“, si legge oggi su Gazzetta dello Sport, che analizza le posizioni in merito al taglio degli stipendi dei calciatori.

L’Assocalciatori, nel particolare, vuole ulteriori forme di tutela, oltre alla cassa integrazione, per i calciatori di B e C:

L’agenda resta fitta, nonostante il vertice di ieri (Lega-Aic) sia stato rinviato, e nonostante gli eventi ancora non permettano di spingersi troppo oltre. L’appuntamento con il sindacato dei calciatori è stato spostato per questione di tempi: verrà recuperato nei prossimi giorni e nel frattempo ognuna delle parti potrà mettere meglio a punto la propria strategia. L’intenzione della Lega è chiara: chiedere la partecipazione dei giocatori all’opera di contenimento delle spese (e quindi del danno economico) che si traduce nella sospensione degli ingaggi relativi al periodo di inattività, indipendentemente dalla ripresa o meno dei campiona. Il presupposto è fin troppo semplice: non hai prodotto, non ti pago. Nell’applicazione diventa molto più complesso: una linea comune, come dimostra l’accordo interno alla Juventus, è già fuori portata. Con la liquidità ridotta dai mancati incassi di marketing e botteghino, i club non possono riempire le buste paga: la Federazione ha già posticipato i controlli sui conti dei club, ora tocca ai giocatori partecipare. C’è disponibilità e non è solo il pensiero di Chiellini, capitano Juve, ma anche degli altri rappresentanti che ieri hanno presenziato alla riunione del direttivo, da Acerbi della Lazio a Marchetti del Genoa. Trovare una linea guida il più possibile comune a tutte le squadre è un rompicapo: il modello Juve non è replicabile. Se i pagamenti di due mensilità e mezzo potranno (in caso di ripresa) essere versati la prossima stagione sui conti correnti dei giocatori bianconeri (in scadenza ci sono Chiellini e Buffon, ma prossimi al rinnovo), per molti altri diventerebbe infattibile. Ma il punto è un altro ed è la premesse della nota diffusa ieri sera dall’AIC : «L’auspicio è portare a termine la stagione. Nella malaugurata ipotesi di chiusura lo scenario ci vedrà sicuramente partecipi». Ma, per ora, solo in caso di stop alle competizioni.

Parlare della modalità d’intervento sarà un passo successivo. Per i presidenti si potrà procedere anche con uno sconto proporzionale al valore della busta paga. Soluzione che tutelerebbe i professionisti senza contratti milionari. Una delle idee dell’ultima riunione Aic è sulla stessa linea e riguarda «le categorie più in difficoltà, dilettanti, calcio femminile e i redditi più bassi delle categorie professionistiche»: l’idea è la costituzione di un fondo che verrebbe alimentato con parte dei tagli dei giocatori delle categorie superiori. La Aic sottolinea: «I calciatori sono già sintonizzati ma non si è ancora avuto contezza della parte che vorranno e dovranno fare le altre componenti del movimento. Figc, leghe e organizzazioni internazionali che apporto daranno?». Nel documento che la Figc ha girato al governo in realtà è già presente la richiesta di estensione della cassa integrazione anche per gli sportivi con contratti sotto i 50mila euro. Per B e C inoltre la Figc ha stabilito che le scadenze fiscali e previdenziali del 16 aprile slittino al 30 giungo, rateizzabili in cinque mesi: per ogni violazione -2 punti nella classifica 2020-21. E la Serie A si era già mossa con un pacchetto di proposte a Federazione e ministri“, si legge sul quotidiano sportivo.

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