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Reggina, 10 maggio 2003: Hubner manda all’inferno gli amaranto, Mozart strappa un punto d’oro

Nell’anno del doppio spareggio salvezza contro l’Atalanta, in pochi ricordano la partita che probabilmente consentì ai ragazzi di De Canio di giocarsi la permanenza in massima serie. Allo stadio Garilli, euforia e dramma in pochi minuti. Poi ci pensò il centrocampista brasiliano…

Della stagione 2002-2003, i tifosi della Reggina ricordano con una certa nitidezza il doppio spareggio salvezza contro l’Atalanta, con il blitz all’Atleti Azzurri d’Italia. Ma la gara che probabilmente consegnò a Cozza e soci la possibilità di giocarsi almeno la doppia sfida contro gli orobici fu un Piacenza-Reggina del 10 maggio 2003, esattamente 17 anni fa.

Una gara brutta, scialba, con grande paura di perdere. Piacenza quasi condannato alla B senza successo, Reggina con il braccino corto e a pari punti con l’Atalanta. Mentre i neroazzurri si accontentano dello 0-0 al Castellani di Empoli, al Garilli accade tutto in 10′, quelli compresi tra il sessantasettesimo e il settantasettesimo.

Di Michele apre le danze e illude la squadra di Lillo Foti, ma gli emiliani, in un ultimo guizzo prima di perire, in tre minuti ribaltano tutto con il Tatanka Dario Hubner. Pareggiare sarebbe stata una beffa, cosniderando che la settimana precedente alla gara in molti avevano “scommesso” su una vittoria amaranto, perdere avrebbe significato alzare bandiera bianca con altre due partite da giocare. Ma al 77′ è Santos Batista Mozart a salvare i calabresi dall’onta della retrocessione.

Un gol e un punticino che si rivelò prezioso, al netto dei successi reggini contro Juventus e Bologna e di quelli bergamaschi contro Como e Roma: il resto è storia, con la salvezza dopo i drammatici 180′ contro la Dea.

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