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Reggina, 25 maggio 2014: l’ultima trasferta in B, la prima volta di Salandria ed un 3-0 ”indolore” (VIDEO)

Esattamente sei anni fa una squadra amaranto già retrocessa in Lega Pro veniva sovrastata dall’Avellino, per una gara senza storia che qualche anno dopo finì anche sotto indagine per calcio scommesse

Venticinque maggio 2014. Campionato di Serie B 2013/14, 41esima (nonché penultima) giornata di campionato. Allo stadio ”Partenio-Adriano Lombardi” di Avellino si affrontano gli irpini di mister Rastelli (ex di turno) e la Reggina del duo Gagliardi-Zanin. I primi, a quota 56 punti, vogliono tentare di agguantare i play-off; niente da chiedere al campionato, invece, per gli amaranto, retrocessi già da tre turni (5 in totale). Annata (tra l’altro quella del centenario) da dimenticare per i calabresi, che finiranno il campionato anche con un digiuno di vittorie lungo quattordici partite.

Al ”Partenio” il duo Gagliardi-Zanin schiera una formazione imbottita di giovani che tenta sin da subito di ostacolare un Avellino che indirizza subito la partita sui propri binari. I padroni ci provano ripetutamente ma, tra un clamoroso palo di Castaldo da pochi passi dalla porta ed un pizzico di imprecisione, non riescono a sbloccare la partita. Almeno fino al 33′, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo Fabbro salta tra due uomini in maglia amaranto e di testa insacca il pallone in rete battendo Pigliacelli. Inutili e per niente efficaci i piccoli sforzi degli amaranto, andati alla conclusione in due circostanze, seppur entrambe non abbiano creato problemi all’estremo difensore dei campani.

Dopo un primo tempo chiuso con i locali in vantaggio per una rete a zero, la ripresa inizia con lo stesso copione. Al 22′ Zanin tira fuori Lucioni ed inserisce Francesco Salandria (esordio tra i professionisti in maglia amaranto a soli 19 anni), che in futuro si rivelerà tra i calciatori amaranto più amati per grinta e attaccamento alla maglia.

Poco più tardi l’Avellino trova il bis con Galabinov, che al 73′ va via a Coppolaro e batte Pigliacelli con una rasoiata di destro che finisce sotto le gambe del portiere dei calabresi che, sei minuti più tardi, raccoglie dalla rete anche il pallone del (definitivo) 3-0, questa volta per opera di Ciano che insacca all’angolino direttamente su calcio di punizione.

Altra boccata amara per la Reggina, seppur il risultato sia ”indolore” viste le sorti già annunciate per il club del presidente Foti. Quella del ”Partenio” di Avellino, oltre ad essere stata l’ultima trasferta nella serie cadetta per gli amaranto, qualche anno dopo dalla sua disputa è risultata tra le gare sotto inchiesta per calcio scommesse.

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