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Tifosi Reggina in ansia per tornare al Granillo, l’opinione del virologo sugli stadi

I sostenitori amaranto non vedono l’ora che apra la campagna abbonamenti, ma gli scienziati palesano un certo scetticismo su un’apertura degli stadi.

Quando riaprono gli stadi? E’ una domanda che si pongono quasi tutti i calciofili d’Italia.

I tifosi della Reggina, in particolare, vogliono popolare il Granillo. Il clima d’entusiasmo che c’è in città regalerebbe per il prossimo campionato una grande e costante cornice di pubblico.

Oggi, però, si convive con l’incertezza dettata dal coronavirus.  Non resta dunque che prendere atto del fatto che una riapertura degli impianti calcistici non sarà immediata.

Una decisione che trova la condivisione di Andrea Crisanti.   Il virologo dell’Università di Padova, uomo copertina dell’efficace strategia di contenimento del contagio del Veneto, manifesta un certo scetticismo.

E’ arrivato l’ok alle crociere, non agli stadi. “In una nave – evidenzia – è molto più facile imporre le regole. I viaggiatori sono molto più motivati a mantenere delle misure di precauzione”.

Crisanti non pare neanche convinto dell’ipotesi capienza ridotta. “Supponiamo – dice ai microfoni di In onda su La 7 –  San Siro, mettiamo dentro 35.000 persone e poi chi li controlla? In che posizione stanno, se si accapigliano, urlano e si abbracciano? Penso sia questa la ragione di realismo che ha ispirato la decisione di non aprirli”.

“Impossibile- evidenzia –  in una situazione che suscita emozione, emotività, sentimenti contrastanti tenere sotto controllo  un numero importante di persone distanziate per tutto il tempo”.

Gli spazi, però, ci sarebbero? “Se – ammette Crisanti –  fossero immobili, seduti, sulla sedia anche quando l’arbitro a una stupidaggine o la squadra avversaria fa cinque gol, si. Ma io la vedo difficile”.

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