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Reggina, quel che resta di Pisa…

Gli amaranto avranno un giorno di riposo per ricaricare le  batterie, nel frattempo dall’Arena Garibaldi sono arrivati altri segnali confortanti

Un  punto in trasferta contro una squadra che strizza l’occhio ai play off. Un risultato positivo maturato con la consapevolezza che se c’era una formazione che avrebbe dovuto vincere quella era la Reggina. Può essere riassunto così il pensiero che può diventare un’iniezione di fiducia per il futuro.

Sì, perché quella dell’Arena Garibaldi era una partita che sarebbe potuta diventare una buccia di banana pericolosa su cui scivolare.  Gare come quelle contro l’Empoli possono rappresentare le tipiche “sliding doors” della cadetteria. Momenti in cui possono esserci pericolose inversioni di tendenza.

Oggi la fredda e asettica cronaca racconta di una Reggina che, cambiando sette undicesimi rispetto all’ultima formazione, va in casa di un avversario temibile, tiene le redini del gioco e non vince solo perché è mancata concretezza.

E questa è una colpa, ma per la Reggina di sabato era più importante ritrovare consapevolezza che poteva derivare da un risultato positivo, ma soprattutto dalla prestazione.

La squadra ha dimostrato carattere, ma non solo. Marco Baroni aveva ancora una volta preparato bene la partita, perché era riuscito ad attingere dalla rosa quegli uomini che potevano da fare fastidio agli avversari.

I filtranti di Bellomo e gli scatti di Okwonwko sono idee che provengono dalla preparazione della gara di chi sapeva bene che poteva beneficiare di una linea spesso alta come quella dei toscani.

E non va dimenticato il fatto che pescare tra i calciatori che avevano giocato meno  e trovare elementi così “pronti” e “funzionali” è un altro merito da ascrivere al tecnico.

Il cammino per togliersi dai guai è ancora ricco di ostacoli, ma appare ormai chiaro che le risorse per farlo siano quelle giuste e forse anche di più rispetto alle dirette concorrenti. Tuttavia, a fine campionato più delle credenziali conteranno i punti.  Ed è sempre il momento di farli.  Questo è un campionato dove dire che “pareggiare è sempre meglio che perdere” è meno banalità di quel che si creda.

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