Marco Baroni predica la necessità di volare bassi ed ha ragione, ma gli scenari saranno determinati dalle prossime due partite
Sono tanti gli allenatori che sono dell’idea che in B la classifica non vada guardata. Tra questi c’è sicuramente Marco Baroni. Lo diceva quando le cose non andavano bene, non lo dice adesso che i suoi amaranto vedono la colonna sinistra della classifica ad un passo.
Lo sguardo, al massimo, deve restare lì. Al quintultimo posto che oggi dista otto punti, una distanza apparentemente difficile da colmare, ma non in B. Basti pensare, ad esempio, a quella che fu la rimonta del Cosenza della passata stagione, circostanza non sporadica in un campionato imprevedibile come quello cadetto.
Di certo c’è che, probabilmente, più della classifica, a regalare ottimismo alla Reggina sono le prestazioni, la consistenza e la consapevolezza che la squadra ha dimostrato di aver acquisito nelle ultime gare.
Molto degli scenari che si andranno a profilare per gli amaranto, si capirà alla fine delle prossime due partite. Martedì a Brescia e domenica contro il Chievo. Sarà il 21 marzo, mancheranno otto gare al termine della stagione e si saprà in maniera definitiva a cosa gli amaranto possono puntare. L’obiettivo più alla portata è un finale senza patemi d’animo, ma prima bisognerà uscire bene dalle prossime due partite.
E, guarda caso, il 21 marzo sarà primavera.
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