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Allons enfant de… la Reggina, la tradizione che si ripete

Nella storia amaranto i francesi faticano a lasciare il segno, anche quest’anno la tradizione si ripete

Mancano nove partite e, salvo un picco finale che tutti si augurano, Jeremy Menez non ha fino al momento lasciato il segno nella storia amaranto. Se non per la presentazione in catamarano. Di fatto, però, è l’unico che ha ancora la possibilità di rovesciare una situazione che vede la stagione 2020-2021 confermare un trend storico della Reggina: la maglia amaranto e i francesi non fanno grandi cose insieme.

Il primo in assoluto fu Arnauld Mercier.  Arrivò il primo anno di Serie A e non lasciò traccia alcuna dopo essere approdato dalla Fidelis Andria, giusto per essere ceduto al Cosenza.

Sempre dai silani arrivò Nassim Mendil, attaccante di belle speranze che si vede solo in amichevole o quasi.   Difficile ricordare poi, ad esempio, Ousmane Sy.  L’attaccante fortemente voluto da Dionigi ebbe un impatto praticamente nullo sul campionato di Serie B della squadra amaranto. Prometteva bene Pambou, ma dopo sei mesi discreti in B decise di fare ritorno in Francia.  Viene difficile dimenticare il flop Allen Baclet perché molto recente e lo stesso Doumbia, al netto di un assist fantastico contro il Catanzaro, non è che abbia fatto faville per il nome che aveva in proporzione al campionato di Serie C.

E quest’anno? Detto di Menez, Charpentier è già andato via e  Faty ha finito la stagione. E penare che la stagione era iniziata con quel clamoroso dietrofront di Rami…

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