Reggina, scacco matto al pessimismo

Era difficile piazzare una mossa migliore di quella compiuta dalla società

Ai tifosi della Reggina, soprattutto quelli non più giovanissimi, sarà capitato di vivere il 31 maggio come se avvero vinto una partita importante.   Lo stato d’animo è stato lo stesso dell’esaltazione che arriva dopo tre punti potenzialmente decisivi.

Diventa, ad un certo punto, difficile metabolizzare che, in fin dei conti, è arrivato solo l’annuncio di un allenatore.  Non uno qualunque, perché Alfredo Aglietti è un brand che, speso in ambito Reggina, pesa come un macigno.

E lo si è capito subito.  Quell’aura di disfattismo, che ogni tanto affiora nel bilancio tra pregi e difetti del reggino e che trova la sua sublimazione nell’analisi dei momenti anche “neutri” del club amaranto, è stata di colpo spazzata via.

Ubi maior, minor cessat. E di “maior” qui c’è sicuramente  Alfredo Aglietti.  Uno che, come il tifo organizzato ha già sottolineato, ha cambiato la storia e sogna di farlo ancora.

Di colpo la voglia di cambiare strategia mettendo da parte  i “nomi”,  il discusso addio di Baroni e i dubbi sul futuro non contano più negli ipercritici punti di vista di una parte di tifoseria che di sa di essere nata per “soffrire” e quasi ci sguazza nelle negatività.  Al punto che quando Luca Gallo, ormai più di due anni fa, diceva che il tifoso reggino andava “coccolato” c’era chi strabuzzava gli occhi.

È natura.   La stessa che repentinamente si può trasformare in entusiasmo nel momento in cui basta un nome a scaldare gli animi e a ricordare perché,  in fondo,  tifare Reggina è un privilegio.

Al centro è tornata la Reggina e, a suo modo, Alfredo Aglietti è la Reggina.  Uno che stimola senso di appartenenza e orgoglio.  Uno che non vedeva l’ora di rivestirsi d’amaranto.  Sì, quello della società è stato davvero uno scacco matto ad un pessimismo che timidamente cominciava ad affacciarsi alla vigilia di un campionato ricco di competitor dotate di amplissime disponibilità economiche.

Aglietti, però, è uno che ha conosciuto la Reggina capace di sovvertire qualsiasi tipo di gerarchia finanziaria. Anzi, ne è stato uno dei pionieri. Aglietti è anche e soprattutto un allenatore importante per le categoria.  Uno che ha lavorato con i giovani, ha costruito il suo percorso anno dopo anno, vincendo campionati, consolidandosi in Serie B e mostrando di avere capacità gestionali fuori dal comune.  Scusate se è  poco.

È solo il primo passo, chissà quanti ancora se ne dovranno fare per arrivare a portare a compimento una stagione importante, ma per il momento, quando è appena arrivato l’1 giugno,  ci si può accontentare.

 

Redazione

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