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Reggina, la prudenza dall’esperienza: è già successo

“Voglio vincere subito”, diceva il presidente. L’anno dopo ha abbassato il profilo e sono arrivati grandi risultati

Quando la Reggina presentò Mimmo Toscano ci fu una dichiarazione del tecnico reggino fece discutere.  Disse qualcosa che faceva riferimento al fatto che la Reggina ripartiva da un settimo posto e che partiva con sei squadre davanti.

Un modo per allentare la pressione , per non caricare i giocatori e per costruire dal basso un campionato stradominato.  Fu, per certi versi, una sorta di taratura del lavoro sulla necessità di restare con i piedi per terra.

Parole che, in qualche modo, che andavano in controtendenza con la grande ambizione di un presidente innamorato della sua creatura.  Con il senno del poi si rivelò una scelta giusta.

L’anno scorso, per certi versi, sono tornati i proclami e il campionato, pur non avendo avuto un esito malevolo, è stato caratterizzato da una parte con il freno a mano. Per certi versi è stato come il primo anno di C quando i roboanti acquisti di gennaio hanno fatto credere che le le cose potessero mettersi subito bene e invece ci furono vicissitudini come l’esonero di Cevoli, l’interregno di Draghi e play off conquistati non senza difficoltà.

L’arrivo di Aglietti, per certi versi, ha avuto toni simili a quelli che hanno contraddistinto l’arrivo di Toscano.  L’auspicio è che sia la base per fare meglio della passata stagione.

 

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