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Reggina, il gioco di Aglietti potrebbe piacere a qualcuno più di altri…

Lo scorso anno ci furono calciatori che, a posteriori, dissero di non trovarsi bene con il 3-5-2

Il gioco di Alfredo Aglietti è fatto di esterni offensivi, di inserimenti, di sovrapposizioni e di uomini che, partendo dalla fascia, sappiano rientrare per tirare. Un sistema di gioco che va a nozze con le caratteristiche di alcuni giocatori che sono in rosa.  Alcuni sono arrivati in questa stagione, altri c’erano già.

Nella scora stagione, ad esempio, nell’avvicendamento tra Mimmo Toscano e Marco Baroni c’è stato chi ha tratto beneficio dalla variazione tattica apportata.  Passando dal 3-5-3 al 4-2-3-1, si è avuto una crescita di rendimento di calciatori che sembravano faticare con il precedente schieramento.

Ad ammetterlo sono stati loro stessi.  Gianluca Di Chiara, ad esempio, ha spiegato chiaramente di sentirsi più un terzino da difesa a quattro che un quinto.  Ed anche in questa stagione avrà la possibilità di disimpegnarsi in quella posizione.

Lo stesso Mario Situm,  che  è nato attaccante, non pareva sposarsi alla perfezione con il 3-5-2- che ha contraddistinto l’inizio della passata stagione.  Il croato ha avuto modo di dichiarare come il suo ruolo preferito sia quello che gli dà la possibilità di giocare alto e possibilmente con il piede invertito.  Una posizione che, per intendersi , potrebbe portarlo a compiere giocate come quella dello straordinario gol realizzato a Venezia.

 

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