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Reggina sconfitta sul suo “terreno”, non inteso come Granillo

Il ko degli amaranto ha fatto cadere qualche certezza rispetto alla consistenza della squadra di Aglietti

Da quando il campionato è iniziato si è spesso sottolineato quanto la Reggina sia una squadra esperta, fatta di giocatori con centinaia di gare alle spalle e l’allenatore che più di tutti ha lavorato in cadetteria tra quelli ai nastri di partenza del campionato.

Un risvolto che, si sapeva, avrebbe dato degli svantaggi sul piano fisico, ma che in altre situazioni avrebbe potuto concretizzarsi in una capacità di gestire le gare ad un livello superiore a quello di altre contendenti.  Era successo, ad esempio, a Perugia dove la squadra aveva praticamente congelato il match dopo i due gol nel primo tempo,  ma anche a Vicenza dove la squadra aveva scelto di chiudersi. L’aveva fatto mettendo in scena un campionario di atteggiamenti di chi conosce il mestiere e che permettono di anestetizzare le partite. Cambi fatti per spazzare il ritmo,  pause più ampie del normale quando c’era da battere una rimessa laterale ed una serie di accorgimenti che potevano servire ad evitare di farsi prendere dalla precipitazione e diventare incapace di fare due passaggi di fila.

Non è accaduto contro la Cremonese.  D’accordo, i lombardi sono più forti di molte squadre della B, ma la Reggina non è l’ultima arrivata e avrebbe avuto evidentemente potuto opporsi meglio in una sfida che li aveva visti andare in vantaggio e chiamati a fare ciò che, fino ad ora, erano riusciti a fare meglio: gestire la partita.

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