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Problema Covid in casa Reggina, Bassetti contro il protocollo: “Asintomatici vaccinati dovrebbero giocare”

I calciatori amaranto restano in isolamento

In attesa che arrivi qualche negativizzazione la Reggina deve fare i conti con 21 positivi nel gruppo squadra. Un’enormità.  Fino a quando non si negativizzeranno non potranno uscire di casa: né per allenarsi, né per qualsiasi altra attività.

Questo significa che passeranno ancora giorni prima che Mimmo Toscano possa vedere la squadra tornare ad allenarsi a ranghi significativi.   La ripresa del campionato, fissata per il prossimo 15 gennaio, si avvicina ed anche i giorni di potenziale preparazione.  Senza dimenticare che la squadra non si allena insieme da prima di Natale.

In Serie A l’orientamento è fare giocare tutte le partite in cui si raggiungano i 13  elementi, ma è una partita  tutta da giocare.

In B, però, si è creato il precedente dei match che erano previsti durante le feste quando altre squadre alle prese con il problema Covid portarono al rinvio di tutto il campionato.

È interessante l’intervista rilasciata dal professor Matteo Bassetti in relazione alla situazione Covid nel calcio, considerato che quasi tutti i calciatori grazie al vaccino si infettano ma sono praticamente asintomatici.

«Il calcio – ha detto l’infettivologo alla Gazzetta dello Sport –  in questo momento è lo specchio del paese. C’è un
problema sociale in larga scala, bisogna prendere decisioni immediate, non continuare a temporeggiare.
Oggi il virus va attaccato, non possiamo più farci attaccare dal virus. Ho sentito che dal 1° febbraio ci sarà vaccino
obbligatorio nel calcio e va benissimo. Ma intanto penso che ci sono già tantissimi giocatori vaccinati, mi sembra oltre l’80 per cento. Un numero sufficiente di atleti per cambiare le regole: chi ha due o tre dosi di vaccino, se risulta asintomatico, dovrebbe essere libero di giocare e di svolgere il proprio lavoro».

Per il momento i giocatori della Reggina restano in isolamento.

“Francamente, quando – ha chiarito  –  parliamo di vaccinati e asintomatici, io non vedo
quale sia il problema a mandarli regolarmente in campo. Poi se uno è sintomatico, allora si mette
in quarantena secondo la legge vigente. Ma chi sta bene non deve essere costretto all’isolamento o
alla quarantena, altrimenti non ripartiamo più»

 

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