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Reggina: prove di sostenibilità della rata?

Tra le notizie filtrate anche quella relativa alla riduzione degli accordi con i calciatori

Negli ultimi giorni si è parlato del fatto che per apparecchiare la tavola agli acquirenti si sta facendo di tutto per rendere appetibile l’investimento. Più di quanto non sia, poiché più volte si è detto che costa meno prendere la Reggina con meno di 15 milioni di debiti che pensare di prendere una squadra di Serie D senza neanche i palloni e fargli guadagnare due categorie.

Soprattutto se il 70% del debito è ammortizzabile in dieci anni. Qualcuno si spaventa all’idea di questo piano, ma meglio fare un esempio concreto di quanto sta accadendo.   Lo scorso anno la Reggina aveva 7,6  milioni di monte ingaggi lordo. secondo i dati della Gazzetta dello Sport.  Il massimo che avrebbe speso era 9,7, ma solo se si fossero concretizzati i bonus. Tutti legati all’eventuale qualificazione ai play off o alla promozione in Serie A. Circostanze che in nessun caso si sono concretizzate.

In queste ore si parla di un accordo con i calciatori per una riduzione degli ingaggi del 30%.  Rapportato al monte ingaggi della passata stagione, questo vorrebbe dire calare fino a 5 milioni lordi.  Se si considera il risparmio di 2,1 milioni, diventa meno difficile capire quanto sarebbe sostenibile una rata da circa 1 milione.

Rispetto alla passata stagione, inoltre, sarà aperta una campagna abbonamenti e si auspica di trovare maggiori sponsor. In un campionato che in una città come Reggio può portare, nel complesso, anche 12 milioni in cassa. 8-9 arrivano solo dalla Lega tra diritti tv, contributi vari e minutaggio dei giovani.

 

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