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Reggina, Rivas e la storia cambiata

All’honduregno manca l’ultimo step per fare il definitivo salto di qualità

Ad un certo punto, nel corso di Reggina-Cittadella, Filippo Inzaghi ha chiamato Rigoberto Rivas e gli ha fatto un gesto inequivocabile. Con la mano gli ha indicato la via, con un’indicazione che aveva tutta l’aria di essere: “Vai! Scatta in profondità ogni volta che puoi”. E, durante la gara con i granata, Di Chiara lo ha spesso cercato con lanci lungolinea e Menez ha fatto lo stesso con giocate spiazzanti per la difesa. Bellissimo un colpo di tacco per il francese.

Rivas è, a tratti, immarcabile per i difensori di Serie B. Lo sa bene Inzaghi che, infatti, punta molto su di lui. Al punto che, con il benestare di Felice Saladini, ha chiesto che il calciatore non venisse ceduto. Una scelta precisa, tenuto conto che con l’introito si sarebbe potuto investire in altri profili.

Inzaghi ha scelto di tenere Rivas e, in un certo senso, ha cambiato la storia. Sarebbero arrivati tanti soldi dall’estero, ma avrebbe perso un calciatore fondamentale per les sue idee per la nuova Reggina.

Gli manca l’ultimo stemp per fare il salto di qualità: trovare la porta con regolarità. Il tecnico ha detto che, con le dovute proporzioni, dovrebbe essere il Leao della Reggina. Un paragone eloquente.

Rivas è, tra l’altro, al suo quarto anno in amaranto e a Reggio ha ormai messo radici.

 

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