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Reggina: la questione “centravanti” esiste davvero?

Molti sostengono che agli amaranto manca un vero punto di riferimento offensivo

Fino ad ora Filippo Inzaghi non ha mai schierato una punta vera dall’inizio. Gori è sempre stato disponibile, mentre Santander, anche prima dell’infortunio, era alla ricerca della migliore condizione.

Secondo tanti gli amaranto avrebbero bisogno di un punto di riferimento offensivo che occupi l’area. Ma serve davvero? Secondo i numeri e al netto di qualche circostanza, come i numeri raccontano in maniera inequivocabile, no. Almeno non adesso. Più avanti le cose potrebbero cambiare.

La Reggina ha il miglior attacco del campionato ed è la squadra che crea più occasioni di tutto il torneo cadetto. E molto è dovuto al suo assetto.

Esemplificativa è l’azione del secondo tempo di Cagliari in cui Menez e Fabbian triangolano, con il francese che si porta via due avversari e suggerisce in maniera geniale con il tacco per il compagno. In questa fase del campionato la cosa che funziona più di ogni altra per gli amaranto è proprio la capacità del 7 di aprire gli spazi agli avversari. Non è un caso che un’altra occasione clamorosa sia arrivata sui piedi di Hernani.

Ed è abbastanza chiaro che con un “9”  che riempie l’area potrebbero non esserci.  Così come il fatto che la Reggina abbia tanto spazio per crossare spesso è dettato da scelte avversarie che sanno quanto l’assenza di un riferimento offensivo fisico possa rendere consigliabile il fare densità in area, senza lasciare spazi per eventuali filtranti.

Ciò non toglie che, con il progredire delle giornate, un vero attaccante servirà perché le dinamiche del torneo  e le esigenze di una squadra sono mutevoli. Si confida, ovviamente, nella crescita di Gori e nel recupero di Santander.

 

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