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Reggina: Pisa e Parma, ko casalinghi che pesano e con una matrice chiara

Erano scontri diretti sul filo dell’equilibrio, ma sono andati allo stesso modo

Il giorno dopo Reggina-Parma si ha la consapevolezza di aver perso una partita in cui chi segnava arebbe vinto. Lo ha fatto il Parma, consolidando un trend negativo significativo degli amaranto: i ko sulla distanza. Gli amaranto spesso e volentieri perdono le partite negli ultimi minuti o ancor di più nel secondo tempo.

Gli ultimi due ko casalinghi hanno una radice che deriva dai cambi. Non è una questione di strategie della guida tecnica, quanto della capacità dei subentrati di incidere.La sconfitta con il Parma somiglia molto ad un’altra maturata contro un avversario diretto nei play off : il Pisa.

Anche in quel caso c’era una situazione di equilibrio, in cui forse la Reggina era stata un pò superiore agli sfidanti. Gli ingressi di Sibilli e Gliozzi avevano spostato gli equilibri della sfida, conducendola verso la Toscana.

Con il Parma è accaduta la stessa cosa, considerato che da subito Camara si era rivelato una spina nel fianco per la fase difensiva amaranto. Non è un caso che proprio dai suoi piedi sia nato il passaggio che ha portato Ansaldi al cross, tramutatosi nell’assist vincente per Vazquez.

Questo non accade per chi subentra nella Reggina. Segno che probabilmente il mancato rafforzamento di gennaio grava nell’impossibilità a trovare interpreti che a partita in corso abbiano la stessa capacità di incidere nella ripresa.

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