Quella di Antonino Ragusa è stata un’ottima carriera, vissuta tra Serie A e B. In cadetteria, però, si è consacrato grazie ad una fantastica stagione vissuta a Reggio (34 presenze e 7 reti). Per lui originario di Taormina, giocare in amaranto non significa essere vicino a casa ma essere a casa. Il motivo sta nel fatto che il calciatore è legato per motivi familiari alla città dello Stretto e pertanto sarà grande la voglia di trascinare una squadra che rappresenta quella che per molti versi è diventata la “sua” città.
In amaranto, tra l’altro, ritrova due calciatori che avevano condiviso con lui la stagione in Serie B in amaranto. Si tratta di Daniel Adejo e Nino Barillà. Per tutti e tre l’occasione di aiutare la Reggina a rinascere a lasciare una categoria che oggi resta difficile da digerire e da vivere per una piazza che è abituata a ben altro.
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