In un mondo ideale la Reggina che gioca la Serie D dovrebbe dominare il campionato e ritornare al più presto in dimensioni che maggiormente le competono per storia e blasone. La storia di questi anni si sa che sta scrivendo pagine diverse e allora bisogna confrontarsi con l’attualità e comprendere che si possono vivere anche giornate particolarmente difficili da digerire quando si gioca un campionato che non può certo dare grande fascino agli occhi del tifoso amaranto.
Un esempio arriva dalle gare casalinghe di questa stagione. La Reggina su otto sfide giocate al Granillo ne ha vinte solo quattro. Un 50% che non può soddisfare quella che è la squadra più blasonata della categoria, con lo stadio più bello e la tifoseria più numerosa. Tutti fattori che purtroppo per i colori amaranto non scendono in campo.
E così le sfide casalinghe contro avversari meno quotati diventano “bucce di banana”, perché si sbaglia l’approccio alla sfida o si pecca nella gestione. Se oggi la Reggina ha un gap dalla vetta di 7 punti (potenzialmente 4) dalla vetta è anche perché non è andata bene in casa. Tre pareggi contro Acireale, Sambiase e Pompei, oltre alla sconfitta con l’Acireale, pesano come macigni sulla graduatoria.
L’auspicio è che, conoscendo le bucce di banana su cui è caduta, la Reggina affronti sfide come quella di domenica con la Sancataldese senza sbagliare nulla.
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