Reggina, la Curva Sud alza la voce: il comunicato integrale della protesta

La Curva Sud prende posizione con un duro comunicato contro la società, annunciando proteste e diserzione dei playoff

La stagione della Reggina si chiude nel modo più amaro possibile, non solo per i risultati del campo ma anche per il clima sempre più teso attorno alla squadra. A prendere una posizione netta è stata la Curva Sud, che ha diffuso un lungo e durissimo comunicato rivolto alla società e alla città.

Una presa di posizione che segna un punto di rottura e che apre scenari delicati anche in vista dei playoff, già annunciati come disertati dal tifo organizzato.

Il comunicato della Curva Sud

“LA REGGINA E’ DELLA SUA GENTE.

Chiunque c’è stato, chiunque c’è o ci sarà, per noi conta poco o nulla. Lo abbiamo sempre detto: ciò che è importante, ciò che viene prima di tutto è la maglia, non chi la gestisce. La piazza di Reggio, nonostante i vari fallimenti, i tanti bocconi amari, soprattutto in questi ultimi tre anni, si è comunque contraddistinta per l’attaccamento a difesa della squadra e della città.

Proprio da questo vogliamo partire! Da oggi per noi inizia un altro campionato: quello della battaglia a questa società con a capo il sign. BALLARINO, artefice di tre anni di mortificazioni calcistiche.

La Reggina non può essere più gestita così. Che ne prendano consapevolezza tutti: TIFOSERIA IN PRIMIS, ma anche SPONSOR E IMPRENDITORI REGGINI, ISTITUZIONI, POLITICA LOCALE, GIORNALISTI, ADDETTI AI LAVORI e CHIUNQUE sia vicino a questa presidenza, a livello economico e non.

La battaglia non deve essere dei soliti ma è arrivato il momento che tutti si prendano le proprie responsabilità. Non basta più vedere rotolare un pallone; non basta più sentir dire che pagano gli stipendi; non basta più una società che non riesce a raggiungere il minimo obiettivo: vincere un campionato di dilettanti.

REGGIO NON MERITA QUESTO
PER STORIA E PER TRADIZIONE.

Invitiamo chi ha a cuore le sorti della Reggina a “LASCARLI SOLI”. Devono andare tutti via da Reggio. Dobbiamo riuscire a mettere un punto a questo scempio.
IL VOSTRO TEMPO QUI È FINITO.

AI PLAYOFF DISERTEREMO.
È un dovere di tutti, un atto d’amore, non una resa. Chi continuerà a dare anche un solo euro a Ballarino & soci, purtroppo, diventerà complice di questo schifo.

Domenica prossima, alle ore 15.30, daremo appuntamento a tutti a piazza Duomo, per la Marcia Amaranto, una manifestazione civile che deve toccare i cuori di tutti gli innamorati di questa maglia. Marceremo sul corso Garibaldi, arriveremo fin sotto il Comune, chiederemo conto alle istituzioni, che tre anni fa ci hanno portato questa società contribuendo a questa situazione umiliante. È finito il tempo delle frasi fatte, che trovino una soluzione, NOI chiederemo di mandarli via, la nostra pazienza è finita, occorre chiudere questo ciclo vergognoso.

L’obiettivo comune deve essere la difesa della nostra storia e della nostra maglia. La Reggina non può più essere mortificata così. Dobbiamo aver tutti quanti, in maniera responsabile e matura, lo stesso obiettivo:
CHE SI REMI TUTTI DALLA STESSA PARTE PER IL BENE COMUNE DELLA CITTÀ.
Il momento delle parole è finito: vogliamo fatti, vogliamo chiarezza, vogliamo una società competente. E solo il popolo unito può far sì che questo avvenga.

Tiriamo fuori la rabbia, la dignità. Non si può essere ospiti a casa propria. Non si può più stare a guardare. Chiediamo la collaborazione di tutti: la presenza è vitale per il nostro proseguio. Siamo ostaggio di gente che ha scambiato la Reggina per un passatempo personale e questo non possiamo più permetterlo.

Scendiamo tutti in piazza
a difesa della Reggina.
LIBERIAMOLA ORA
LIBERIAMOLA SUBITO!”

Una frattura evidente

Il comunicato evidenzia una rottura ormai totale tra la tifoseria organizzata e la proprietà. Il riferimento a tre anni di gestione e alla richiesta esplicita di un cambio al vertice rappresentano un segnale forte.

La decisione di disertare i playoff e di organizzare una manifestazione pubblica dimostra quanto la situazione sia arrivata a un punto critico.

La stagione sportiva si chiude, ma quella della contestazione sembra appena iniziata.

Redazione

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