Reggina-Athletic Palermo si è giocata in un’atmosfera surreale. Il clima attorno alla squadra è stato segnato soprattutto dalla contestazione della tifoseria organizzata, che ha scelto di disertare il Granillo in occasione della semifinale playoff.
Il colpo d’occhio dello stadio ha raccontato molto più del risultato finale. Poco più di mille spettatori presenti e una Curva Sud completamente vuota: immagini insolite per una piazza storicamente passionale come quella reggina.
La protesta fuori dallo stadio
La parte più rumorosa della giornata si è vissuta lontano dal campo. I tifosi organizzati hanno dato vita a una manifestazione nel centro cittadino per esprimere il proprio dissenso nei confronti della società.
Il corteo è partito da piazza Duomo e ha attraversato il Corso Garibaldi tra cori, bandiere e striscioni dal messaggio chiarissimo.
“Liberate la Reggina” e “The End” sono stati alcuni dei messaggi esposti durante la manifestazione.
Una rottura evidente
La contestazione rappresenta il punto più alto della frattura tra tifoseria e proprietà. Il malcontento nasce da una stagione considerata fallimentare e più in generale da un triennio che, secondo il tifo organizzato, non ha riportato la Reggina ai livelli che la città ritiene di meritare.
Un playoff vissuto senza entusiasmo
La vittoria contro l’Athletic Palermo e il passaggio del turno non hanno modificato il clima generale.
La sensazione è che il risultato sportivo sia passato in secondo piano rispetto alla protesta e alle questioni societarie.
La stagione continua, ma l’ambiente amaranto appare ormai concentrato soprattutto sul futuro della società.
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