La stagione della Reggina è finita, ma la parte più complicata potrebbe iniziare adesso. Dopo lo 0-0 nella sfida playoff con la Nissa, il tema principale non riguarda più il campo. Il vero nodo è il futuro.
La delusione sportiva è evidente. La Reggina resta ancora in Serie D e si prepara a vivere un’altra estate carica di interrogativi. Il problema è che, questa volta, i dubbi sembrano riguardare ogni livello del club: proprietà, area tecnica, allenatore, rosa e programmazione.
La società è il primo punto da chiarire
Il tema centrale resta quello societario. La contestazione dei tifosi ha accompagnato il finale di stagione e ha evidenziato una frattura profonda tra una parte importante della piazza e l’attuale gestione.
La città chiede chiarezza. Non bastano più dichiarazioni generiche o promesse di rilancio. Dopo un altro anno tra i dilettanti, serve capire quale progetto si intenda costruire e con quali risorse. Senza una linea definita ai vertici, diventa difficile programmare qualsiasi scelta tecnica.
Il futuro di Torrisi
Anche la posizione dell’allenatore dovrà essere valutata. Alfio Torrisi ha guidato una lunga rincorsa e in alcuni momenti ha dato identità alla squadra, ma il finale non ha portato l’obiettivo atteso.
La Reggina ha alternato fasi positive a passaggi a vuoto pesanti. La lunga serie di vittorie aveva riacceso la corsa, ma nei momenti decisivi la squadra non è riuscita a completare il salto. La permanenza del tecnico, quindi, non può essere letta solo attraverso una singola partita, ma dentro un ragionamento più ampio sul progetto.
Una rosa da ricostruire
Molti giocatori sono in scadenza e il gruppo andrà inevitabilmente rivisto. Alcuni elementi potrebbero rappresentare una base da cui ripartire, altri sembrano arrivati alla fine del percorso in amaranto.
La finale playoff di Caltanissetta ha lasciato la sensazione di una squadra generosa, ma incompleta. Per vincere la Serie D serve altro: più personalità, più continuità, più qualità nelle scelte decisive.
Un’estate da non sbagliare
Il futuro fa paura perché non ci sono certezze. La Reggina non può permettersi un’altra estate sospesa, fatta di attese e decisioni tardive.
La piazza ha già vissuto troppe delusioni. Ora servono scelte chiare, responsabilità definite e una programmazione all’altezza della storia del club. La stagione è finita, ma il tempo per costruire la prossima è già cominciato.
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Non c’è due (Gallo, Saladini) senza tre (Ballarino)
Siamo in ritardo su tutto e c”è un fiume in piena tra società tifosi e chi ne piu ne metta !